venerdì 4 ottobre 2019

Searcing The Waves Blind Reverendo





L'atteso album "Searcing The Waves" di Blind Reverendo, e' disponibile da oggi, 
                4 Ottobre, sulle piattaforme digitali.





Noi di RQL 106FM abbiamo avuto il privilegio di incontrare Mario Rivoiro,al Rototom Sunsplash, per una breve intervista.Siamo rimasti colpiti dalla profonda umanita', dall'amore per la vita e dai temi trattati nei testi delle tracce.

Rql : Grazie per averci dedicato il tuo tempo. Insieme ai fan di RQL,Siamo qui al Rototom Sunsplash, con Mario Rivoiro Blind reverendo, per parlare un po' dell'album "Searcing The Waves" che uscira' il 4 Ottobre.

Blind : Grazie a voi per avermi dedicato il vostro tempo. Un saluto a tutti gli ascoltatori e ascoltatrici.

Rql : Per noi di RQL e per nostri ascoltatori e fan, ci puoi parlare della band Blind Reverendo?

Blind: Basicamente Blind Reverendo ha una baking band, ha alcuni musicisti che son come me da anni e altri che ruotano, ma è un progetto un po mio, sono io di fatto il Reverendo. Il progetto inizia nel 2008, questo è il quarto lavoro. Io come Reverendo ho sempre suonato il altre band come musicista, questo me lo porto dietro da piu di vent’anni.

Rql : Quale strumento suoni?sei il cantante ?

Blind:  Io in questo progetto canto e scrivo, ho studiato chitarra classica e percussioni, quindi suono un pò poi batteria, tastiera, chitarra. Questo disco per esempio, quasi tutte le partiture le ho scritte io.
Rql: Quindi c'e' un grosso lavoro dietro la realizzazione ?
Blind: Si, c’e’ un anno e mezzo  di lavoro, un anno e mezzo dove avendo uno studio di registrazione mio a Barcellona , nei ritagli di tempo dove non avevo clienti, mi mettevo li. Per certi versi è positivo perché non devi pagare le ore di studio, per altri versi entri in un loop che non esci piu' dallo studio, che veramente passi li oltre 18 ore e non te ne rendi conto. Entri in una dimensione completamente alienata e con un jet leg costante.

Rql: Cosi' sfrutti anche le ore piu' notturne, quelle piu' meditative.

Blind : In realtà io funziono meglio al mattino, preferisco svegliarmi presto, andarmi a fare una surfata, poi d’inverno che c’e’ un po di onda nel mediterraneo, acqua fresca e sono li tranquillo e posso andare in studio fresco.

Rql: Quindi prendi ispirazione anche da quest attivita', diciamo sotto il punto di vista artistico? 

Blind:Si funziona, perche fare quest’attività come il surf, mi libera la mente, credo che c’e’ una cosa, chi non vede non è ovviamente portato ad avere distrazioni visive, quindi sei portato anche di piu ai pensieri, come un criceto nella ruota che gira tutto il tempo, quindi fare sport di questo genere è l’unico momento in cui sei li nel presente, perché devi stare li in quel momento, quindi ti libera e poi ti da idee su cui lavorare.

Rql: Ci vuoi parlare un po del tuo ultimo lavoro e del nuovo album ?

Blind: Questo album è un album per me, importante, ma credo come ogni album che ogni artista poi fa. L’importanza secondo me di questo album duro e crudo, a parte “Searching the waves” , è questo singolo che avete già passato in radio, fra l’altro grazie ; che è un pò il brano piu positivo, tutto il resto è reggae si, però con una base dub-dubstep, molto scuro perché nei testi stiamo parlando d’immigrazione, stiamo parlando di abusi da parte della polizia, della malagestione politica. Questo nasce da un idea mia, del 2016 in tour europeo, dove abbiamo deciso di stare in vari centri di accoglimento per persone in transito e abbiamo iniziato a fare un documentario e ad intervistare persone che lavorano e che si occupano del problema e dalla situazione della migrazione, piuttosto che dei migranti stessi, dei no border che sono quelli che li aiutano a passare da un confine all altro in montagna e da li ho deciso di fare un disco.

Rql: L'album Searcing The Waves,quale e' la tua traccia a cui sei piu' affezionato, che ha un significato piu' profondo?

Blind: Per me sono tre, Searching The Waves ovviamente perché è il singolo, su internet c’e’, anche su youtube.
Poi la prima traccia dell'album,When I Was 15: nel famoso tour del 2106 ho intervistato un ragazzo, Hassan, la cui storia mi ha toccato particolarmente e dato l'ispirazione.Scappò dal deserto del Mali, a 15 anni perché come tutti i primiogeniti era obbligato ad andare a fare la guerra, il padre lo ha aiutato a scappare è passato per varie peripezie che eviatiamo, ma abusi e quant’altro. In Italia continua poi a trovare predatori anche li, che sono la polizia stessa e i politici. E quindi è una metafora, una metafora di un cucciolo che scappa dal branco e da questi predatori e poi si chiede “dove sono il mio papà e la mia mamma”, perché nel deserto non hanno forme di comunicazione, non hanno telefono, non c’e’ nulla quindi i genitori stessi non sanno se Hassan è ancora vivo e lui non sa piu nulla della sua famiglia, e a 15 anni in Europa sei un bambino ancora, mi ha toccato talmente tanto che ho deciso di farci questo lavoro.
L’ultimo lavoro è la traccia 6 Bury the Weapons now.Ho intervistato una ragazza che lavora per l’istituto della pace di Barcellona,e lei ha fatto una investigazione su un traffico d’armi; di armi che vengono vendute nei paesi dove ci sono le guerre; che poi parlando un po fuori dai denti qua' il paradosso è chiudiamo frontiere però fabbrichiamo armi e le vendiamo.
E li abbiamo fatto una riflessione e abbiamo detto: facciamo questa traccia che questa cosa mi sembra importante, bisogna parlarne. Il paradosso è questo chiudiamo porti e frontiere però vendiamo armi, allora di che cosa stiamo parlando. 

Rql: E' un album che parla di temi attuali,di temi importanti in questo periodo storico , e noi lo stiamo vivendo ora.
Aspettiamo con emozione di ascoltare queste tre tracce; anche se il singolo che porta il titolo dell'album gia' lo conosciamo, ma sicuramente non vediamo l'ora di sentire tutte le tracce e riflettere su cosa succede nel mondo di oggi. Grazie.

Blind: Grazie a voi, appuntamento il 4 di Ottobre.




                                      Un mix di reggae ragamuffin e dub

La sensazione che si ha nell'ascolto sin dalla prima traccia, e' una perfetta sinergia tra sonorita'tipiche del reggae, sintetizzatore e riff di chitarra elettrica. Un mix di reggae,ragamuffin e dub.
Traccia dopo traccia, ci si abitua al suono dei diversi strumenti sapientemente inseriti nelle composizioni rendendole capaci di trasmettere emozioni e vibrazioni:dai fiati alle percussioni,ritmi sudamericani,accenni di flamenco e punk.Un album capace di coinvolgere l'ascoltatore trasportandolo all'interno dei testi,per i temi trattati e i messaggi trasmessi.





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